Campo agricolo – Marconia Bosco Salice – Pisticci

La maggior parte delle località del sud Italia che durante il secondo conflitto mondiale furono individuate e scelte per ospitare campi di lavoro ed internamento voluti dal regime fascista, dopo la Liberazione cambiarono assetto e destinazione, furono destinate a centri di raccolta e smistamento.

Divennero dapprima sede di internamento per quei particolari gruppi di cittadini stranieri classificati come “indesiderabili” (ex confinati, sfollati e profughi); alle quali nell’immediato dopoguerra si andavano aggiungendo ex deportati nei lager, reduci di guerra, rifugiati politici, disertori, militari ecc… Inoltre, molti degli internati non disponendo più di una casa o di una famiglia a cui fare ritorno nei loro luoghi d’origine, preferirono restare nelle sedi di confino nella speranza di poter continuare l’attività lavorativa o diventare assegnatari di una quota dei terreni coltivabili. Venne infatti creata una commissione speciale per la gestione degli ex campi di internamento la Internees and Displaced Person Sub-commission e la Divisione profughi e rimpatriati che amministrava i venti centri destinati a stranieri tra cui Bari, Bagnoli, Barletta, Trani, Fermo, Senigallia, Reggio Emilia e Bosco Salice-Pisticci (in provincia di Matera).

Nel Centro di Raccolta di Pisticci vi trasferirono più di duemila persone.

La storia di Marconia-Bosco Salice si articola in 4 fasi: azienda-prigione nota come “L’agricola” amministrata da Eugenio Parrini (creata nel 1938), poi campo di concentramento per antifascisti (il primo su terraferma in Italia), poi ancora Centro di raccolta e smistamento per i profughi nel dopoguerra e dopo anni di abbandono ha preso nuova vita grazie ad una comunità eterogenea di stranieri e italiani che ne hanno fatto la loro casa. Con le stesse difficoltà di chi 70 anni fa dovette bonificare e rendere vivibile la zona, oggi in quei casolari fatiscenti, con le stesse preoccupazioni, fiorisce una società chiusa, autonoma quanto ospitale.

Nicola Dipierro – Ilaria Ferrara – Eleonora Molinari

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