Campo P.G. n. 075 – Torre Tresca

Torre Tresca, località ai limiti di un moderno quartiere residenziale di Bari, fu un campo per prigionieri di guerra dal maggio del 1941. Furono internate circa tremilaseicento persone tra cui ufficiali e sotto ufficiali di diverse nazionalità. Nel 1943 il campo divenne il “villaggio dei profughi di Torre Tresca” e fu abitato fino alla realizzazione del quartiere San Paolo dove vennero trasferiti gli ultimi residenti.

Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, con i lavori per la tangenziale della città, furono dismessi gli ultimi fabbricati.

Oggi, fra ulivi e vegetazione spontanea, del campo di prigionia e del villaggio dei profughi non resta che un muro isolato costituito da grossi blocchi squadrati di tufo, ultima testimonianza di una esperienza storica di confinamento.

Partendo dal muro, simbolo di un confine invalicabile, comincia un viaggio nel tempo che prosegue spostandoci letteralmente al centro di quello che fu il campo di prigionia, nel sottosuolo, nell’ipogeo Riccardo Mola, scoperto negli anni settanta.

L’oscurità crescente delle ristrette cavità rocciose rendono impervio il cammino, metafora di un vissuto prigioniero, limitato, privo di prospettive, cuore di tenebra.

Risalendo in superficie ci si ritrova ai giorni nostri e il campo di prigionia lascia spazio a nuove realtà frutto di una crescente stratificazione urbana.

Ivan De Santis

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