Masseria Gigante detta la Casa Rossa – Alberobello

La Masseria Gigante, detta la Casa Rossa, si trova nelle campagne di Alberobello. Utilizzata inizialmente come scuola, nel corso della storia è stata campo di prigionia e detenzione: le sua mura hanno accolto ebrei deportati, italiani politicamente pericolosi, jugoslavi anti-italiani, ex fascisti, soldati imputati di gravi fatti di sangue, profughi di varie nazionalità. Il campo venne chiuso definitivamente nel 1949.
Il lavoro fotografico nasce da una ricerca su uno specifico momento della storia del campo iniziato in una nevosa notte del 13 gennaio del 1947 alle ore 0:40. Scortate da 60 carabinieri, giunsero nella sperduta stazione di Alberobello 100 donne: slave, greche, albanesi e francesi sorprese dalla guerra nazifascista, e alcune donne tedesche e austriache sorprese dalla guerra di liberazione. Donne detenute per le accuse più diverse e considerate tra le più pericolose, donne indesiderabili: “le segnorine”. Le testimonianze e i documenti ritrovati raccontano, al contrario, storie tristi di abbandono, prostituzione e di amori perduti, qui evocate attraverso giochi di luci ed ombre proiettate dai pertugi nei muri, dalle finestre. Fasci di luce attraversano le stanze vuote come fantasmi che si aggirano fra le mura possenti della Casa Rossa.

Clara Putignano

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